Sicuri di sé, ma scarsamente motivati: questo l’identikit degli adolescenti


E’ interessante analizzare i dati emersi dal rapporto Eurispes e Telefono azzurro sulla condizione degli adolescenti di età tra i 12 ed i 19 anni non solo per delineare un identikit dei nostri giovani in un’età particolarmente delicata, ma anche perché questa condizione può essere letta come un riflesso della cultura della nostra società.
Come elementi positivi primeggiano il senso di soddisfazione da parte della maggioranza dei ragazzi nei confronti di quello che hanno e l’atteggiamento di sicurezza in se stessi. Sono poche infatti le occasioni di imbarazzo: prendere l'iniziativa con una persona che piace (molto o abbastanza imbarazzo nel 57,3% dei casi), fare un discorso in pubblico (58,9%), quando sono al centro dell'attenzione (44,9% ) o quando devono fare amicizia con una persona nuova il 20,3%. Appare positivo l’utilizzo del PC ( 93,3% degli adolescenti, percentuale in cresciuta rispetto all’ 89,4% del 2005). Sul web i giovani infatti cercano soprattutto informazioni (88,6%) e materiale per lo studio (81,2%),ma è anche estremamente diffuso il download di musica, film, giochi o video (73,8%). Il PC diventa però al tempo stesso un limite alla socializzazione ed alla comunicazione verbale, visto che la chat prevale fra i modi per comunicare (74,8%) e può diventare estremamente pericoloso in una fase in cui si comincia a ricercare la propria identità. Lo dimostra il dato secondo cui il 61,4% afferma di aver simulato in Internet personalità diverse da quelle reali.
Se poi passiamo al rapporto dei giovani con l’altro mezzo mediatico più diffuso, cioè la tv, si nota che solo il 13,3% dichiara di essere spinto dal desiderio di essere informato, mentre ben quasi la metà degli adolescenti (46,4%) la vedono per passare il tempo. Ciò dimostra che fin da giovani c’è una carenza di stimoli e di iniziative, che fa propendere verso il piccolo schermo per inattività, per noia o per incapacità di gestire il proprio tempo libero.
La disaffezione dei giovani nei confronti della politica ormai da anni non fa più notizia, perché rientra in un malcontento e disgusto generale che affonda le sue radici essenzialmente in un sentimento di sfiducia e di inaffidabilità nei confronti degli uomini politici.
Deve preoccupare invece il loro atteggiamento nei confronti di un sentimento primario quale l’amore: il fatto di essere amato è la fonte principale della felicità (30%), mentre l'amare registra appena il'11,4% dei consensi. A prescindere dal fatto che può essere considerato basso anche il primo dato visto che si parla dell’amore, inteso qui in senso lato e non solo come sentimento rivolto all’altro sesso, si registra innanzitutto una forma di egoismo,oltre che di narcisismo ed anche una paura di esporsi e di mettere a nudo i propri sentimenti. E’ un atteggiamento che può trovare una spiegazione ed anche una giustificazione nel singolo caso, ma crea perplessità ed induce ad una profonda riflessione quando è così generalizzato.
Altrettanto negativo risulta il fatto che viene considerato indispensabile dal 22,2% ed abbastanza importante dal 36,6% avere conoscenze e raccomandazioni per entrare nel mondo del lavoro. Una tale percezione della realtà è incompatibile con l’immagine di chi si sta affacciando alla vita e che dovrebbe essere pieno di energie, ricco di risorse, di progetti per il futuro e desideroso di realizzarli quanto prima ed in piena autonomia, perché convinto e fiducioso nelle sue forze e capacità. La percezione dell’ineluttabilità del compromesso invece deprime il senso della propria responsabilità, privando anche di significato l’azione ed ogni tipo di sacrificio.
La colpa di queste convinzioni va attribuita in primis ad una società che, anche attraverso la dequalifica e l’accettazione di un sistema scolastico che non ha saputo sostituire l’impostazione gentiliana con un progetto di istruzione e di formazione valido, impedisce la promozione sociale attraverso il merito, le capacità, lo spirito di dedizione ed anche attraverso una sana emulazione.

Prof.ssa Noemi Di Gioia



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