L’alcol uccide!

L’alcol uccide!


“In Italia paghiamo ancora un prezzo troppo alto per la mortalità a causa di cirrosi epatiche e malattie croniche di fegato così come per incidenti stradali che in alcune province, fino al 57 per cento dei casi, sono attribuibili ai consumi di alcol… Il 70 per cento degli italiani non ha idea di come si arrivi al limite di legge previsto per l’idoneità alla guida. Il 50 per cento delle donne continua a bere in gravidanza” . Sono le parole del Sottosegretario Eugenia Roccella alla Prima Conferenza Nazionale che si è svolta a Roma nei giorni scori e che è stata indetta dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, in collaborazione con la Consulta nazionale sull’alcol e sui problemi alcolcorrelati “Più salute, meno rischi. Costruire alleanze per il benessere e la sicurezza”.
In particolare, secondo i dati forniti dal ministero della salute, nell’Unione Europea l’alcol è responsabile ogni anno della morte di 195.000 persone per varie patologie e cause, dagli incidenti stradali, altri incidenti, omicidi, suicidi, cirrosi epatica, patologie neuropsichiatriche e depressione, cancro (tra cui 11.000 casi di cancro alla mammella). L’alcol inoltre è causa del 25% della mortalità giovanile tra i maschi e del 10% tra le femmine. In Italia si rileva una percentuale del 31% di consumatori giornalieri tra i maschi delle classi di età medie e anziane, e tra questi il 16% della classe di età 65-74 anni. I dati più preoccupanti sono relativi alla popolazione giovanile: fra i giovanissimi di età compresa fra 14 e 17 anni la percentuale di bevitori fuori pasto risulta praticamente raddoppiata tra il 1994 e il 2006, passando dal 13,4% al 24,2% tra i maschi e dal 8,0% al 16,8 % tra le femmine e l’incidente stradale a causa dell’ alcol risulta la prima causa di morte tra i giovani fra i 21 e i 29 anni.
Questi dati relativi all’abuso o all’uso dannoso di alcol da parte degli adulti e delle generazioni più giovani impongono urgentemente sia misure di prevenzione che di punizione nei confronti di comportamenti irresponsabili.
L’azione di prevenzione deve puntare a contrastare cattive abitudini ed a promuovere l’adozione di stili di vita sani da parte di fasce sempre più ampie di popolazione. Se ne parla da tanto tempo, ma non sono ancora state individuate e quindi applicate misure efficaci e ciò è deplorevole soprattutto per la conseguenza in termini di costi troppo alti, trattandosi di vite umane.
Devono essere perciò varati quanto prima progetti legislativi efficaci (al posto di complesse e quindi inutili tabelle esposte per legge nei bar sul valore alcolico delle bevande) per incrementare la consapevolezza dell’impatto sulla salute del consumo dannoso di alcol al fine di prevenire il danno fisico ed evitare gli infortuni e le morti per gli incidenti stradali causati dall’alcol.
Per questo gli interventi dovrebbero essere articolati su più fronti. Innanzitutto sull’educazione continua alla percezione del senso di responsabilità individuale, del valore della vita e del rispetto della collettività e contemporaneamente su una informazione precisa e “martellante”, non solo da parte del personale medico, in primis del medico di famiglia, ma anche da parte della scuola e dei mezzi di informazione ( per esempio attraverso campagne pubblicitarie coinvolgenti anche con l’utilizzo di testimonials) per favorire la conoscenza dei rischi derivanti dall’ alcol .
Ciò prevede, di conseguenza, una sensibilizzazione di più contesti, da quello familiare, a quello scolastico, sociale, medico, coinvolgendo anche e soprattutto le forze di polizia per controlli mirati e frequenti non solo nei luoghi del divertimento giovanile, ma anche in tutti gli ambiti, in particolar modo sulle strade e coinvolgendo anche il mondo della distribuzione commerciale per il rispetto dei limiti legali di età nella somministrazione delle bevande alcoliche.
Contemporaneamente agli interventi indirizzati alla prevenzione vanno avviate anche misure forti volte al contenimento dell’uso dell’alcol per dare un segnale incisivo sulla sua pericolosità, per esempio proibendone la vendita ed il consumo nei luoghi pubblici dopo la mezzanotte ed evitando la vendita di bevande alcoliche nei luoghi di ristorazione delle autostrade. In caso di colpa da parte dei cittadini per comportamenti pericolosi per la propria incolumità e per quella della comunità devono essere sancite pene severe, ma soprattutto la loro applicazione non deve essere disattesa, bensì deve avvenire in breve tempo perché, oltre ad essere un modo di punizione-risarcimento, rappresenti anche un forte deterrente per tutti i cittadini.


Prof.ssa Noemi Di Gioia





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