I proverbi: sintesi di una saggezza dimenticata


Nella società odierna si ricorre sempre di meno ai proverbi.
Essi sono stati sempre tramandati da una generazione all’altra, in quanto sono stati considerati la summa della saggezza e dell’esperienza atavica.
L’attuale disabitudine potrebbe essere indice di un mutato atteggiamento e di un diverso clima culturale su cui è necessario riflettere.
Innanzitutto si può dedurre che la “cultura” odierna è stata così violenta e repentina che, rompendo i ponti con tutto ciò che è passato, ha finito con il distruggere quella precedente, senza proporre un’alternativa valida. Attaccati al presente, abbiamo perso il senso della storia ed anche il concetto ed il “sentimento” del futuro, quasi che non esista un prima ed un dopo.
Pur nel divenire e nella trasformazione della realtà, non si può negare invece la persistenza di un nucleo storico inalterabile di cui l’uomo è soggetto, anche perché l’essenza umana è sempre uguale a se stessa e pur accettando il cambiamento, non si possono misconoscere i grandi e veri valori e tutte quelle pillole di saggezza che abbiamo ereditato.
Il fatto inoltre che è aumentata la distanza culturale tra le generazioni, anche perché le stesse innovazioni tecnologiche hanno fornito soprattutto nei più giovani un bagaglio di conoscenze nuove e diverse e la contestazione giovanile del 1968 che ha provocato una vera rottura storica con la generazione dei padri hanno inficiato non solo il dialogo e la comunicazione generazionale, ma hanno contribuito ad annullare lo stesso sentimento di rispetto e di fiducia nei valori e nella cultura della generazione precedente.
Le nuove tendenze universalizzanti, dalla confederazione europea alla globalizzazione, infine hanno allargato i confini, rivoluzionando più di quanto non si creda i nostri riferimenti culturali, di cui le massime e gli stessi proverbi erano l’espressione, come sintesi di tutta una cultura che si era ufficializzata ed universalizzata proprio perché era sopravvissuta al tempo, perpetuandosi attraverso il passaggio da una generazione all’altra.

Prof.ssa Noemi Di Gioia

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