Limiti del nostro sistema scolastico


Fa discutere l’affermazione del ministro della Pubblica Istruzione Fioroni relativa al fatto che bisogna dare pochi compiti a casa agli studenti.
A prescindere dal fatto che il poco ed il quanto sono concetti relativi, che hanno senso se quantificati, riteniamo in linea di principio che non si debba costringere i ragazzi a trascorrere sui libri tutto il tempo restante da quello impiegato a scuola, anche perché necessitano anche dello svago e dello sport.
Ciò non significa però che lo studio a casa vada ridotto al minimo e che si abbia la pretesa che tutto debba essere svolto in classe.
In primis esistono delle materie il cui studio può essere proficuo solo nella propria stanza, se non altro perché sarebbe buona regola ripetere ad alta voce, sia per avere il riscontro di aver effettivamente capito ed interiorizzato i concetti appresi, sia per affinare l’esposizione rendendola sempre più corretta, chiara e meno approssimativa.
I n secundis anche per le materie non orali uno svolgimento individuale permette un approfondimento personale e soprattutto è una verifica del grado di apprendimento e favorisce quell’esercitazione che è il presupposto essenziale per una reale e duratura acquisizione di ciò che si è appreso, secondo ritmi propri di apprendimento, scevri dal condizionamento e dalle condizioni generali della classe.
La mole di lavoro perciò non va confusa con la necessità di svolgere a casa un adeguato approfondimento.
Soprattutto non vorrei che si ingenerasse l’abitudine opposta, cioè quella di proteggere eccessivamente i giovani, fornendo loro alla fine un surrogato di cultura, peraltro senza aver acquisito quelle abilità di analisi, di sintesi e di critica che vanno rafforzate singolarmente, dopo che siano state loro impartite in classe dal docente le capacità necessarie e la metodologia più adeguata. Un altro concetto non va trascurato: non bisogna mai stancarsi di insistere che la responsabilità ed i meriti sono personali, non per favorire una competizione, sia pure sana, ma per inculcare nei giovani subito questi valori che sono imprescindibili per il loro futuro di uomini equilibrati e maturi. Anche la consapevolezza è importante da parte dei giovani che tutto abbia un costo, non solo in termini monetari, ma anche in termini di sacrifici e rinunce personali, imprescindibili soprattutto quando si tratta dell’importanza dell’apprendimento di conoscenze e di abilità, che determineranno il loro futuro, oltre che saziare il naturale desiderio di sapere e la curiosità di conoscere ciò che ci circonda.
Tra l’altro solo un lavoro individuale permette di capire meglio e di affinare quelle doti naturali di creatività che in un lavoro generalizzato e codificato non sul singolo come quello scolastico non potranno mai emergere. L’attuale sistema scolastico infatti, così come è strutturato, dato il numero elevato degli studenti rispetto a quello degli insegnanti, si trova a seguire spesso di necessità percorsi fissi e già sperimentati.

Prof.ssa Noemi Di Gioia



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