Durante il weekend del Gp del Belgio la Minardi è stata acquistata dalla Red Bull Racing e ne diventerà un team satellite o meglio junior. Anche se, rispetto ad un passato di ristrettezze economiche, la Minardi avrà alle spalle un grande gruppo industriale, la funzione di “macchina da debutto” rimarrà invariata. Infatti la scuderia di Faenza sarà destinata ad ospitare i giovani talenti provenienti dal programma Joung Driver delle Red Bull e anche dalle scuderie della Gp2 legate al gruppo austriaco.
Tre le
ragioni fondamentali, si legge in un comunicato, dell'acquisto da parte della
Red Bull:
1."Red Bull ha più piloti di talento che volanti disponibili. Ciò
significa che c'erano solo due modi di aiutare i nostri piloti: prestarli ad
altri team oppure incrementare il numero di posti disponibili. Dopo attente
valutazioni, la Red Bull ha deciso di scegliere la seconda opzione."
2."Guardando alla situazione attuale della Formula Uno crediamo che un
secondo team sarà in grado di mantenere l'attuale status quo e allo stesso
tempo sarà in grado di provvedere al suo futuro in modo autonomo,
auto-finanziandosi."
3."Questa acquisizione significa che la Red Bull ha un secondo voto in ogni
questione relativa al futuro della Formula Uno".
Se fin qui tutto bene, c’è il rischio comunque che il nome storico della Minardi scompaia. Sebbene il nome non sia legato a fasti di glorie esso da sempre ha dato la possibilità a giovani di mostrare il loro talento, per cui, vista anche la destinazione del team, sarebbe opportuno mantenere il nome con un'aggiunta indicante i proprietari, come fece Stoddart nel 2001 aggiungendo “european”.
Sebbene le due scuderie
rientreranno nel comune progetto F1 Red Bull, esistono dei problemi relativi
alle forniture diverse: Minardi ha attualmente
un contratto con Bridgestone, mentre Red Bull con Michelin. Per quanto riguarda
il capitolo motori, Red
Bull avrà nel 2006 motori V8 Ferrari, mentre la Minardi V10 Cosworth
depotenziati.
Anche
se rimarranno
momentaneamente le differenze, a lungo termine ci saranno sinergie tra i due
teams, una volta resa legale la condivisione di telai e altre tecnologie. Quindi
il team Junior potrebbe ricevere una fornitura di V8 Ferrari quanto prima, oltre
a beneficiare dall' inizio della stagione di tutta la ricerca in campo aerodinamico.
Sicuramente il know-how della Red Bull Racing verrà utilizzato anche per il
secondo team. Il gruppo da settembre potrà contare su un'ulteriore galleria del
vento (ex Jaguar), acquistata di recente. Insomma per la Red Bull si sviluppa un
programma in F1 massiccio con un gruppo che conta su 6 vetture nei test del
venerdì, 4 macchine in gara, 3 gallerie del
vento, numerosi tecnici e soprattutto 2 voti negli organi di governo della F1.
Questo
evento porta ad una considerazione: visto che lo spettacolo dipende dalle
macchine in pista, infatti Indianapolis con 6 vetture è stato il GP più
deludente della storia, se si cerca di aumentare la partecipazione di scuderie…ai costi chi
pensa? L'idea di un team satellite rimanda alla MotoGp dove il buon numero di
partecipanti è garantito dalla presenza di team non ufficiali gestiti da privati.
Infatti il costo maggiore è lo sviluppo del prototipo di moto o macchina, per
cui realizzarne 2, 4 o più permette di ridurre il costo di ogni singolo mezzo.
Dando poi in gestione i veicoli, i produttori non si caricano delle spese
organizzative che gravano sul gestore, pur mantenendo il controllo di un ipotetico
avversario, aumentando il suo peso negli organi di controllo e sopratutto acquisendo molti dati in più per il perfezionamento dei mezzi. In F1 questa
logica non si è mai sviluppata neanche con le collaborazioni strette Ferrari-
Sauber…questa però potrebbe essere la volta buona. Speriamo!
Emanuele Tarditi
Il nome Minardi rischia di sconparire dal mondo della F1 se anche tu sei contrario firma la petizione