Ordini professionali: enti di diritto pubblico a tutela dei cittadini
Ordini professionali: enti di diritto pubblico a tutela dei cittadini
Nel sistema italiano gli ordini professionali sono organismi di autogoverno di una professione e sono istituiti con apposite leggi che specificano campi, limiti, diritti e doveri della professione in tal modo legittimata. Gli Ordini hanno sempre una struttura ben definita, con un consiglio direttivo, un presidente, un segretario, un tesoriere (eletti fra gli iscritti) e spesso hanno anche una propria cassa di previdenza.
Spetta agli ordini la stesura e l’aggiornamento degli Albi professionali, a cui per legge è obbligatorio iscriversi per poter svolgere determinate attività, in particolare quelle relative alla salute ed alla sicurezza dei cittadini. Per ottenere l'abilitazione professionale all’esercizio dell’attività e quindi potersi iscrivere agli albi dei relativi Ordini, i laureati devono superare uno specifico Esame di Stato che, per alcune categorie, può essere affrontato solo dopo aver svolto anche un tirocinio professionale. Secondo l’art 33 della Costituzione Italiana infatti “ è prescritto un esame di Stato …per l'abilitazione all'esercizio professionale.”
Ultimamente l’istituzione degli ordini professionali ha sollevato qualche polemica, in quanto sono ritenuti un retaggio di una società feudale ed un sistema chiuso rivolto alla tutela della propria professione. Una tale opinione dimostra l’incapacità a cogliere lo spirito della legge che con l’istituzione degli Ordini ha voluto giustamente tutelare proprio i cittadini riguardo a prestazioni professionali che, essendo di tipo intellettuale, non sono sempre valutabili secondo standard normativi rigorosi ed ha voluto salvaguardare l’altrui incolumità dall’attività di persone non abilitate ad esercitare una professione regolamentata dalla legge. L'iscrizione all’albo perciò si rende indispensabile per l’importanza che riveste per la collettività l’accertamento dei requisiti di capacità e della preparazione tecnica del professionista.
L’ordine professionale infatti ha essenzialmente il compito di garantire la qualità delle prestazioni erogate e certificare che tutti i suoi iscritti garantiscano una prestazione professionale che rispetti gli standard minimi qualitativi inderogabili. Inoltre gli iscritti ai vari ordini professionali devono sottoscrivere un codice deontologico che tutela l’utenza da comportamenti censurabili del professionista che non rientrano nella legge ordinaria e per i quali possono essere disposte sanzioni come l’ammonimento, la sospensione e la radiazione.
In questo modo un qualsiasi cliente anche senza avere gli strumenti per valutare un professionista è garantito semplicemente dal fatto che la persona a cui si rivolge sia iscritta all’Ordine. Così il sistema degli Ordini dovrebbe essere teso a riequilibrare il potere contrattuale nelle transazioni fra professionista e chi acquista la prestazione. Chiaramente, dalle considerazioni di cui sopra deriva che l’Ordine deve imporre un sistema di tariffe minime obbligatorie che rifletta gli standard qualitativi. L'imposizione di un prezzo minimo per gli iscritti all’Ordine, se da una parte rappresenta un limite alla libera concorrenza, dall’altra diventa però un vantaggio nella misura in cui cerca di evitare episodi di concorrenza sleale e potenziali deviazioni pericolose ed inefficienti dal punto di vista sociale.
Naturalmente bisogna evitare che la regolamentazione delle professioni attraverso un modello ordinistico possa produrre un sistema lobbistico attorno cui ruotino interessi e privilegi di natura economica, ma bisogna garantire che sia volto, come si diceva, a ridurre l’asimmetria informativa fra chi compie la prestazione lavorativa e chi la commissiona.
Un discorso a parte, proprio per l’importanza e la specificità della mansione da svolgere, spetta all’Ordine degli Ingegneri. Con l’eccezione della professione di Ingegnere civile, gli altri settori sono depauperati da un deficit normativo. Infatti non viene riconosciuta agli Ingegneri l’attività in esclusiva, a differenza di Avvocati, Notai, Giornalisti, Commercialisti.
Proprio per una maggior tutela del cliente, nell’accezione e nella misura in cui si parlava prima, e per una omogeneizzazione di comportamento, ritengo necessario che si arrivi quanto prima all’istituzione di norme che garantiscano le competenze della professione di Ingegnere in tutte le sue diverse declinazioni.