Maturità: i consigli giusti per tesine e prove scritte


L’esame di maturità prevede una commissione d’esame composta da tutti commissari interni ed un presidente esterno unico per l’intero istituto scolastico. Questa formula istituita dal Ministero dell’Istruzione, presieduto dal Ministro Moratti, non ha cambiato le prove su cui verranno esaminati i maturandi, ma al contempo ha permesso di contenere i costi. La prima prova scritta è per tutti gli indirizzi la prova di italiano che prevede quattro tipologie, ossia analisi testuale, saggio breve od articolo di giornale, tema storico e tema di attualità su un argomento generale. Esaminiamo i pro e i contro delle varie tipologie: bisogna dire subito che il saggio prevede quattro tracce quindi in realtà si tratta di quattro temi distinti ed infatti solitamente è la modalità più scelta in sede d’esame dagli studenti. Il saggio è un teso argomentativo, con delle regole ben precise, da costruirsi sulla base di un dossier fornito nel testo d’esame. Statisticamente viene preferito il saggio all’articolo di giornale probabilmente perché nel corso dell’anno scolastico vengono fatte poche simulazioni in forma di articolo di giornale poiché è una modalità molto specifica con regole rigide. Il tema storico è pericoloso se non si è più che preparati nell’argomento, mentre il tema di attualità è il più rischioso in quanto si rischia di cadere nella banalità e viene spesso visto dai docenti in sede di correzione come il tema “di ripiego” per coloro che non sapevano o non volevano cimentarsi nelle altre tipologie che sono obiettivamente più impegnative. Infine per quanto concerne l’analisi testuale nelle recenti prove si è trattato quasi sempre di autori del novecento per quanto riguarda la prosa e di autori di fine ottocento o novecento per quanto riguarda la poesia. Di solito un anno esce un testo di prosa e l’anno seguente un testo in poesia, quindi si alternano. Per fare questa tipologia di tema è importante ma non necessario conoscere il testo proposto all’esame, è invece fondamentale che si tratti di un autore di cui si conosce molto bene il pensiero, i contenuti delle opere e di cui si sappia fare un confronto con le varie opere dell’autore o rispetto ad opere di altri autori dello stesso periodo storico. La seconda prova varia a seconda degli studi fatti e verte su materie “caratterizzanti”: ad esempio per i licei linguistici bisogna svolgere una prova in lingua straniera, per i licei scientifici c’è una prova di matematica, mentre per il liceo classico c’è una versione in latino o greco. La terza prova scritta può prevedere diverse materie e può avere diverse modalità, esempio risposta chiusa o aperta, è a discrezione della commissione e segue la falsariga delle simulazioni di solito svolte più o meno frequentemente nel corso dell’ultimo anno. La prova orale inizia con un argomento interdisciplinare scelto e discusso oralmente dallo studente, spesso viene presentato alla commissione in forma scritta. Si tratta della cosiddetta tesina, che di solito non deve essere molto lunga ma deve prevedere i nessi logici di collegamento fra le varie materie. E’ importante optare per le materie su cui si è più portati e scegliere collegamenti fattibili, ossia difficilmente una tesina di carattere scientifico può prevedere la compresenza di fisica e letteratura italiana o latina. Inoltre è bene sapere che la discussione della tesina è solo una parte dell’intera prova orale, tuttavia può servire ai docenti per formulare domande inerenti all’argomento e che quindi lo studente può prevedere. In ultima istanza si può dire che nella scelta dell’argomento della tesina va selezionato un tema pluridisciplinare, di cui si conoscano i vari aspetti e su cui si sappia discutere approfonditamente prevedendo le eventuali domande su argomenti connessi svolti nel programma dell’ultimo anno.

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