Philip Parker, un docente universitario americano, ha messo a punto un software, grazie al quale, raccogliendo informazioni esistenti su uno specifico tema, per esempio, di natura tecnica o scientifica, vengono scritti dei libri che altrimenti sarebbero onerosi per un uomo.
In questo modo Parker è diventato l’autore che ha scritto più libri nella storia: oltre 80mila.
Al di là del record personale, il metodo ha un grande valore per la possibilità di unificare e mettere a disposizione notizie diverse in un modo altrimenti difficile e complicato.
Però un testo del genere può essere considerato un libro, secondo il senso tradizionale del termine, cioè come un’interazione tra lo scrittore ed il lettore, uno strumento attraverso cui vengono condivisi emozioni, pensieri, commenti, ideologie, che provengono dalla mente e soprattutto dal cuore di un uomo? Indubbiamente no!
Allora è importante un distinguo non per stilare una graduatoria di merito, ma proprio per valorizzare entrambi i testi ciascuno nel proprio ambito e grazie al proprio significato ed utilizzo.
In modo analogo è improprio chiedersi se il computer potrà sostituire la carta stampata, in quanto in certi ambiti questo avverrà indubbiamente, in altri è giusto che entrambe le possibilità siano affiancate.
Purtroppo nella mente umana prevale spesso la logica dei contrari, per cui emerge una modalità, piuttosto che una linea di pensiero, rispetto ad altre. Il problema nasce quando si arriva all’estremizzazione della scelta, che ne evidenzia i limiti e le precarietà, per cui diventa necessario rimettere tutto in discussione e spesso si passa alla soluzione o alla tesi avversa.
Questa logica dei contrari ha opposto la ragione al sentimento, l’idealismo al realismo, ecc., negando quella coesistenza, che, pur nella diversità, di fatto esiste in natura.
Di conseguenza tornando al particolare da cui hanno preso le mosse le nostre considerazioni pseudo-filosofiche, una metodologia non esclude l’altra, né merita un quesito sulla maggior efficacia da un punto di vista generico, in quanto tutto può coesistere nella misura in cui sia utile all’uomo e sia frutto dell’intelligenza umana, purché non si cada nella confusione e si dia a tutto il giusto valore, incominciando dalla differenziazione dei termini, visto che ciascun nome ha un suo significato specifico ed individualizzante.