Non perdiamo la fiducia nelle istituzioni!


L’attacco continuo ed indiscriminato nei confronti delle istituzioni da parte soprattutto dei giornali e dei mass media, per non parlare degli stessi politici, rispondono spesso a posizioni e a logiche di parte, il più delle volte lontane da quello spirito che dovrebbe spingere invece a “riprendere” con l’unico scopo di correggere il difetto.
L’accusa indiscriminata e generalizzata nei confronti dell’istituzione non solo non colpisce nel segno, ma contribuisce ad alimentare nel tempo un senso di sfiducia e di delusione proprio nei confronti degli elementi portanti del vivere sociale. Basti pensare infatti che il termine istituzione deriva dal verbo latino instituere che significa stabilire,mettere ordine quindi dare una regola e ciò è un elemento imprescindibile per ogni convivenza sociale.
Dal significato originario della parola in epoca moderna si sono designate con il termine di istituzione sia quelle organizzazioni, o strutture sociali, che presiedono e regolano il comportamento della società come il Parlamento, la Chiesa, la Banca d’Italia, la scuola oppure lo stesso matrimonio che regola la vita della coppia e garantisce i diritti dei figli. Per la loro intrinseca essenza le istituzioni quindi sono alla base di una qualsiasi convivenza civile.
Da una tale riflessione scaturisce perciò la necessità del richiamo al rispetto dell’istituzione e di contro appare evidente il danno sociale e psicologico che è derivato dal denigrarle continuamente. Si rischia di perdere alcuni punti di riferimento importanti proprio in momento storico in cui il rapido cambiamento ha messo in crisi credenze ormai consolidate. E’ risultato minacciato seriamente anche il senso stesso dello stato, inteso come entità giuridica immanente a ciascun cittadino, in quanto parte di esso e spesso l’ondata denigratoria ha generato anche una sorta di anarchia e di sfiducia proprio in quei valori che hanno portato alla creazione delle stesse istituzioni. Ciò non significa naturalmente che esse abbiano un’essenza di sacralità ed inviolabilità, ma come tutte le cose umane sono suscettibili di modifiche a di aggiustamenti. Proprio l’aggiornamento ed il rinnovamento sono mancati in questo periodo alle nostre principali istituzioni, che si sono così trovate lontane ed anche estranee alle richieste ed alle esigenze della società.
E’ su questo piano allora che si deve intervenire per individuare gli aspetti obsoleti, perché esse possano essere sempre al passo con i tempi. In questo contesto naturalmente vanno in primis isolati e puniti comportamenti irresponsabili o colpevoli dei singoli operatori all’interno delle varie strutture e vanno individuati e sciolti tutti quei nodi che intralciano l’aggiornamento ed il miglioramento delle istituzioni.
Esse quindi vanno ripensate, rimodellate, rese più snelle e più efficienti, ma certamente non devono diventare un bersaglio continuo, a danno della loro vera essenza e del loro significato profondo ed educativo.

Prof.ssa Noemi Di Gioia

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