Come ci avviciniamo al voto?


Questa volta sono d’accordo con Maurizio Belpietro che nell’editoriale di Panorama del 20 marzo 2008 afferma che non gli piacciono “le liste di destra e di sinistra. Non mi piace come sono stati scelti i candidati”.
Si parla tanto di meritocrazia, ma certamente da queste elezioni non emerge un segnale positivo in questa direzione. Si sarebbero dovuti elencare e resi pubblici prima gli specifici requisiti per una candidatura sia in nome di una maggiore trasparenza, sia perché la scelta dei candidati potesse risultare la più documentabile e la più oggettiva possibile, al di là dei segretari o parenti ed amici, anche perché l’ attuale legge elettorale, anti-democraticamente, non permette al cittadino di esprimere la propria preferenza, che si trova a delegare in tal modo l’esito al partito o a chi decide le singole posizioni nelle liste.
Non piace neppure il modo di questa campagna politica, vuoi perché la legge della par condicio impedisce in tv un reale confronto, vuoi perché c’è poca informazione sui programmi delle singole liste.
Un altro problema riguarda la questione della partecipazione delle donne. A prescindere dal fatto che anche in questo caso si sono seguite per la scelta delle candidature naturalmente le stesse modalità sopra elencate, ci saremmo aspettati un valore aggiunto.
Da quello che appare non c’è sempre una sufficiente conoscenza e capacità soprattutto per le discipline economiche, ma vengono ripresi temi con modalità già riviste ed in particolare le donne che hanno scelto oggi l’attività politica od anche quella sindacale non sembrano animate da quella convinzione e da quello spirito che nei decenni scorsi hanno portato altre donne ad intraprendere dure battaglie per l’ emancipazione femminile.
Soprattutto da parte delle esponenti più giovani sembra di intravedere un atteggiamento disincantato. Invece è proprio questo il momento di dimostrare cosa e quanto possa fare una donna di diverso rispetto al management maschile, senza assumerne i comportamenti e a volte anche i toni concitati ed aggressivi, ma tirando fuori quel differenziale tipicamente femminile ed apportando contenuti e comportamenti innovativi, che dimostrano di essere all’altezza delle nuove responsabilità di governo e delle cariche di potere.

Prof.ssa Noemi Di Gioia

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