Le ultime elezioni presidenziali negli Stati Uniti d’America hanno convogliato su di sé l’attenzione di tutto il mondo, ma pochi conoscono il meccanismo che regola queste elezioni presidenziali, che é molto particolare e diverso rispetto al nostro.
In primis si vota direttamente il Presidente, ci sono solo due grandi partiti e non ci sono quindi quei subdoli giochi di coalizione presenti da noi. Molti dicono che c’è una “spettacolarizzazione” dell’evento elettorale con dibattiti televisivi che coinvolgono direttamente i candidati e con l’intervento di personaggi pubblici famosi e popolari, quali attori, che si schierano apertamente e pubblicamente. Anche se cé una rilevante componente di show, si deve comunque riconoscere che sul piano pratico ci sono molti più spunti di riflessione per la gente che può sentire diverse campane e quindi votare più consapevolmente.
Negli U.S.A. molti Stati hanno nella votazione finale del Presidente un numero di Grandi Elettori, che, votando il Presidente indicato dai cittadini, rispettano il volere della maggioranza di quel singolo Stato. In altri Stati invece si tiene conto in maniera proporzionale del volere dei cittadini e si ripartiscono i Grandi Elettori sulla base delle percentuali di consenso risultanti dalle votazioni popolari.
Negli U.S.A. c’è molta lealtà fra gli schieramenti, rispetto della volontà dell’opinione pubblica e capacità di riconoscere la propria sconfitta. Infatti prima della proclamazione del Presidente, l’avversario sconfitto ammette il verdetto popolare e fa i complimenti al neo-eletto. In Italia arriveremo mai a qualcosa di simile?