Aumenta la distanza tra la politica ed i cittadini
Permane una carenza di informazione nei confronti dei cittadini sull’attività legislativa sia a livello di parlamento nazionale, sia a livello di assemblea regionale, aggravata oggi dalla completa disinformazione anche sull’attività degli organi preposti al governo dell’Unione europea.
Per quanto riguarda quest’ultima basti pensare ad esempio che nulla è stato fatto non dico per indire un referendum sulla nuova Costituzione, come hanno fatto giustamente e coraggiosamente Francia ed Inghilterra, ma neppure per informare adeguatamente i cittadini sulla questione. Visto che la sovranità appartiene al popolo sarebbe stato perlomeno opportuno renderlo partecipe del fatto che parte della sua sovranità è stata ceduta all’Unione!
Quali sono per esempio le priorità dell’Europa nella ricerca, quale ruolo assume nel quadro degli sforzi internazionali per far fronte ai cambiamenti climatici, esistono proposte concrete che fissino ulteriori obbiettivi oltre quelli stabiliti dal protocollo di Kyoto? Ed ancora esiste un accordo sulla riforma del patto di stabilità, una politica che tuteli la salute dei cittadini e l’occupazione, quale sono le normative comunitarie sull’immigrazione e sull’asilo e quali sono le iniziative in merito alla politica estera, di sicurezza e di difesa europea? Questi sono solo alcuni dei quesiti sull’attività degli organi comunitari, sui quali però non abbiamo una risposta, in quanto non esiste un’adeguata informazione. Ciò contribuisce ad aggravare il cosiddetto deficit democratico delle istituzioni europee, provocando il completo distacco di quest’ultime dai cittadini.
E’ legittimo perciò chiedersi come l’istituzione europea, l’unica storicamente ad essere nata solo come un’unione monetaria, possa trasformarsi in tempi ravvicinati in un complesso sovranazionale o in una federazione di stati, dal momento che non esiste un consenso ed una partecipazione dei cittadini e soprattutto non esiste un sentimento di appartenenza ad una comunità che vada oltre i confini nazionali.
E’ auspicabile quindi una puntuale e corretta informazione non solo sull’attività legislativa nazionale e regionale, ma anche, visto che abbiamo entrambe le cittadinanze, quella italiana e quella europea, è doveroso che sia riservata almeno una pagina sui notiziari cartacei o televisivi ad un’ ampia documentazione sulla politica comunitaria e sulle normative che vengono adottate, soprattutto quando incidono sui comportamenti degli stati membri.
D’altra parte non siamo esenti da colpe neppure noi cittadini, in quanto assumiamo spesso un atteggiamento qualunquista e disinteressato di fronte alle varie questioni, siano esse nazionali o comunitarie, e ce ne accorgiamo solo quando casualmente esse interagiscono o interferiscono pesantemente sulla nostra quotidianità, con una ricaduta negativa sul nostro interesse “particolare”. Il senso di appartenenza ad una comunità, che, pur trascendendo il singolo, è parte immanente in ciascuno di noi, va alimentato quotidianamente e la stessa formazione di una coscienza politica, anche in senso critico, è un diritto-dovere di ognuno di noi, prima ancora che delle istituzioni preposte, in quanto queste possono essere spesso strumento di politiche o di interessi di parte o confacenti a quei comportamenti che sono più rispondenti ai modelli sociali imperanti.
Prof.ssa Noemi Di Gioia