La Carta Europea per i Diritti del Malato: una sfida importante
Il nostro Sistema sanitario nazionale ha delle lacune, come le scarse misure di prevenzione, la lentezza dei tempi, l'insufficienza delle prestazioni e mai come in questo momento storico ha bisogno di provvedimenti che possano tutelare l’utenza e che, attraverso per esempio la formazione e l’aggiornamento continuo del personale medico, attraverso apparati di controllo sul loro operato e più in generale su quello delle strutture sanitarie, possano eliminare quelle aree di inefficienza che causano i gravi episodi di malasanità.
Poiché il diritto alla salute non va inteso solo in funzione della possibilità di guarigione, ma anche come diritto al miglior decorso, riteniamo necessario diffondere la Carta europea dei diritti del malato perché sia conosciuta nel dettaglio dall’utenza ( che spesso ignora i propri diritti) e affinché, anche grazie ad una pressione costante della pubblica opinione, i principi informatori della Carta vengano applicati nella nostra legislazione regionale, vista la loro competenza in tema di salute, in modo che vengano attuate quanto prima, da parte dei responsabili e degli operatori del sistema sanitario, politiche e strategie volte al rispetto dei diritti dei cittadini.
Malgrado le dichiarazioni di principio, difatti, nel nostro paese vengono spesso disattesi i diritti degli ammalati, proprio quei diritti che sono l’espressione dei principi sanciti dalle norme di diritto internazionale e che trovano una corrispondenza anche in alcuni articoli della nostra Costituzione. Ad esempio secondo l’art. 32 “la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.
La Carta dei diritti del malato ha l’obbiettivo di tutelare la salute e nel rispetto dell’articolo 35 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea(conosciuta anche come la Carta di Nizza), di assicurare il livello qualitativo dei servizi sanitari dei vari Paesi membri.
In quanto strumento indispensabile per informare ed educare i cittadini e gli operatori sanitari, come troviamo scritto nella parte relativa alle linee guida per la implementazione della carta, dovrebbe “essere diffusa negli ospedali, nei media specializzati e in altre istituzioni e organizzazioni legate alla salute. La Carta potrebbe essere anche diffusa nelle scuole, nelle università… potrebbe inoltre essere utilizzata come strumento di monitoraggio sullo stato dei diritti dei pazienti in Europa da parte delle organizzazioni civiche, dei mezzi di informazione e delle autorità indipendenti, con l’utilizzo di strumenti appropriati. Un rapporto periodico potrebbe essere pubblicato per favorire la consapevolezza della situazione e fissare nuovi obiettivi…La Carta potrebbe essere utilizzata per lanciare attività di tutela dei diritti dei pazienti, sia come attività di prevenzione che come azioni volte a ristabilire un diritto violato.”
Riteniamo perciò utile favorirne la diffusione e la conoscenza, elencando i quattordici articoli in essa contenuti.
1. Diritto a misure preventive
Ogni individuo ha diritto a servizi appropriati a prevenire la malattia.
I servizi sanitari hanno il dovere di perseguire questo fine incrementando la consapevolezza
delle persone, garantendo procedure sanitarie a intervalli regolari e libere da costi per i diversi
gruppi di popolazione a rischio, e rendendo disponibili per tutti i risultati della ricerca
scientifica e della innovazione tecnologica. 2. Diritto all’accesso
Ogni individuo ha il diritto di accedere ai servizi sanitari che il suo stato di salute richiede. I servizi
sanitari devono garantire eguale accesso a ognuno, senza discriminazioni sulla base delle risorse
finanziarie, del luogo di residenza, del tipo di malattia o del momento di accesso al servizio.
Un individuo che richieda un trattamento, ma non possa sostenerne i costi, ha il diritto di
ricevere comunque il servizio.
Ogni individuo ha diritto a servizi adeguati, indipendentemente dal fatto che sia stato ammesso
in un piccolo o grande ospedale o clinica.
Ogni individuo, anche senza regolare permesso di soggiorno, ha il diritto alle cure urgenti ed
essenziali, tanto in regime di ricovero che di assistenza esterna.
Un individuo che soffra di una malattia rara ha lo stesso diritto ai necessari trattamenti e
medicazioni di chi soffre di una malattia più comune. 3. Diritto alla informazione
Ogni individuo ha il diritto di accedere a tutti i tipi di informazione che riguardano il suo stato di salute e
i servizi sanitari e come utilizzarli, nonché a tutti quelli che la ricerca scientifica e la innovazione
tecnologica rendono disponibili.
I servizi sanitari, così come i fornitori e i professionisti devono assicurare una informazione
ritagliata sul paziente, tenendo in particolare conto le sue specificità religiose, etniche o
linguistiche.
I servizi sanitari hanno il dovere di rendere tutte le informazioni facilmente accessibili,
rimuovendo gli ostacoli burocratici, educando i fornitori di assistenza sanitaria, preparando e
distribuendo materiale informativo.
Un paziente ha il diritto di accedere direttamente alla sua cartella clinica e alla sua
documentazione sanitaria, di fotocopiarle, di fare domande circa il loro contenuto e di ottenere
la correzione di ogni errore esse potessero contenere.
Un paziente ospedaliero ha il diritto a una informazione che sia continua e accurata. Ciò può
essere garantito da un “tutor”.
Ogni individuo ha il diritto all’accesso diretto alle informazioni sulla ricerca scientifica,
sull’assistenza farmaceutica e sulla innovazione tecnologica. Questa informazione può venire
da fonti pubbliche o private, con la garanzia che essa risponda a criteri di accuratezza,
attendibilità e trasparenza. 4. Diritto al consenso
Ogni individuo ha il diritto ad accedere a tutte le informazioni che lo possono mettere in grado di
partecipare attivamente alle decisioni che riguardano la sua salute. Queste informazioni sono un
prerequisito per ogni procedura e trattamento, ivi compresa la partecipazione alla ricerca scientifica.
I fornitori e i professionisti dei servizi sanitari devono dare al paziente tutte le informazioni
relative a un trattamento o a una operazione a cui deve sottoporsi. Tale informazione deve
comprendere i rischi e i disagi associati, gli effetti collaterali e le alternative. Questa
informazione deve essere data con sufficiente anticipo (con un preavviso di almeno 24 ore) per
mettere il paziente in condizione di partecipare attivamente alle scelte terapeutiche riguardanti
il suo stato di salute.
I fornitori e i professionisti dei servizi sanitari devono usare un linguaggio noto al paziente e
comunicare con esso in un modo che sia comprensibile anche per le persone sprovviste di una
conoscenza tecnica.
In tutte le circostanze in cui è previsto che sia un legale rappresentante a dare il consenso
informato, il paziente, che sia un minore o un adulto incapace di intendere e di volere, deve
essere coinvolto quanto più possibile nelle decisioni che lo/la riguardano.
Il consenso informato di un paziente deve essere ottenuto su queste basi.
Un paziente ha il diritto di rifiutare un trattamento o un intervento medico e di cambiare idea
durante il trattamento, rifiutando il suo proseguimento.
Il paziente ha il diritto di rifiutare di ricevere informazioni circa il suo stato di salute. 5. Diritto alla libera scelta
Ogni individuo ha il diritto di scegliere liberamente tra differenti procedure ed erogatori di trattamenti
sanitari sulla base di adeguate informazioni.
Il paziente ha il diritto di decidere a quali esami diagnostici e terapie sottoporsi, nonché quali
medici di famiglia, specialisti od ospedalieri utilizzare. I servizi sanitari hanno il dovere di
garantire questo diritto, fornendo ai pazienti informazioni sui diversi centri e professionisti in
grado di garantire un certo trattamento e sui risultati della loro attività. Essi devono rimuovere
ogni tipo di ostacolo che limiti l’esercizio di questo diritto.
Un paziente che non ha fiducia nel suo medico ha il diritto di designarne un altro. 6. Diritto alla privacy e alla confidenzialità
Ogni individuo ha il diritto alla confidenzialità delle informazioni di carattere personale, incluse quelle
che riguardano il suo stato di salute e le possibili procedure diagnostiche o terapeutiche, così come ha
diritto alla protezione della sua privacy durante l’attuazione di esami diagnostici, visite specialistiche e
trattamenti medico-chirurgici in generale.
Tutti i dati e le informazioni relative allo stato di salute di un individuo, nonché ai trattamenti
medici o chirurgici ai quali esso è sottoposto, devono essere considerati privati e, come tali,
adeguatamente protetti.
La privacy delle persone deve essere rispettata, anche nel corso dei trattamenti medici e
chirurgici (esami diagnostici, visite specialistiche, medicazioni, ecc.), i quali devono svolgersi in
un ambiente adeguato e in presenza di coloro la cui presenza è assolutamente necessaria (a
meno che il paziente non lo abbia esplicitamente consentito o richiesto). 7. Diritto al rispetto del tempo dei pazienti
Ogni individuo ha diritto a ricevere i necessari trattamenti sanitari in un periodo di tempo veloce e
predeterminato. Questo diritto si applica a ogni fase del trattamento.
I servizi sanitari hanno il dovere di fissare tempi di attesa entro i quali determinati servizi
devono essere erogati, sulla base di specifici standard e in relazione al grado di urgenza del
caso.
I servizi sanitari devono garantire a ogni individuo l’accesso ai servizi, assicurando la loro
immediata iscrizione nel caso di liste di attesa.
Ogni individuo che lo richiede ha il diritto di consultare le liste di attesa, nei limiti del rispetto
della privacy.
Nel caso in cui i servizi sanitari non siano in grado di fornire i servizi nel tempo massimo
predeterminato, deve essere garantita la possibilità di usufruire di servizi alternativi di qualità
comparabile e ogni costo da ciò derivante per il paziente deve essere rimborsato in un tempo
ragionevole.
I medici devono dedicare un tempo adeguato ai loro pazienti, compreso il tempo dedicato a
fornire informazioni. 8. Diritto al rispetto di standard di qualità
Ogni individuo ha il diritto di accedere a servizi sanitari di alta qualità, sulla base della definizione e del
rispetto di precisi standard.
Il diritto a servizi sanitari di qualità richiede che le strutture sanitarie e i professionisti
pratichino livelli soddisfacenti di prestazioni tecniche, di comfort e di relazioni umane. Questo
implica la specificazione e il rispetto di precisi standard di qualità, fissati per mezzo di una
procedura di consultazione pubblica e rivisti e valutati periodicamente. 9. Diritto alla sicurezza
Ogni individuo ha il diritto di essere libero da danni derivanti dal cattivo funzionamento dei servizi
sanitari, dalla malpractice e dagli errori medici, e ha il diritto di accesso a servizi e trattamenti sanitari
che garantiscano elevati standard di sicurezza.
Al fine di garantire questo diritto, gli ospedali e i servizi sanitari devono monitorare
continuamente i fattori di rischio ed assicurare che i dispositivi sanitari elettronici siano
mantenuti in buono stato e che gli operatori siano formati in modo appropriato.
Tutti i professionisti sanitari devono essere pienamente responsabili della sicurezza di ogni fase
ed elemento di un trattamento medico. I medici devono essere in grado di prevenire i rischi di errori attraverso il monitoraggio dei
precedenti e la formazione continua.
I membri di staff sanitari che riferiscono la esistenza di rischi ai loro superiori e/o colleghi
devono essere protetti da possibili conseguenze avverse. 10. Diritto alla innovazione
Ogni individuo ha il diritto all’accesso a procedure innovative, incluse quelle diagnostiche, secondo gli
standard internazionali e indipendentemente da considerazioni economiche o finanziarie.
I servizi sanitari hanno il dovere di promuovere e sostenere la ricerca in campo biomedico,
dedicando particolare attenzione alle malattie rare.
I risultati della ricerca devono essere adeguatamente disseminati. 11. Diritto a evitare le sofferenze e il dolore non necessari
Ogni individuo ha il diritto di evitare quanta più sofferenza possibile, in ogni fase della sua malattia.
I servizi sanitari devono impegnarsi ad assumere tutte le misure utili a questo fine, come ad
esempio fornendo cure palliative e semplificando l’accesso di pazienti a esse. 12. Diritto a un trattamento personalizzato
Ogni individuo ha il diritto a programmi diagnostici o terapeutici quanto più possibile adatti alle sue
personali esigenze.
I servizi sanitari devono garantire, a questo fine, programmi flessibili, orientati quanto più
possibile agli individui, assicurando che i criteri di sostenibilità economica non prevalgano sul
diritto alle cure. 13. Diritto al reclamo
Ogni individuo ha il diritto di reclamare ogni qual volta abbia sofferto un danno e ha il diritto a ricevere
una risposta o un altro tipo di reazione.
I servizi sanitari devono garantire l’esercizio di questo diritto, assicurando (con l’aiuto di terze
parti) ai pazienti informazioni circa i loro diritti, mettendoli in condizioni di riconoscere le
violazioni e formalizzare il loro reclamo.
I reclami devono essere fatti tramite procedure standard e facilitati da istituzioni indipendenti
e/o da organizzazioni dei cittadini e non possono pregiudicare il diritto dei pazienti ad avviare
un’azione legale o a perseguire procedure di conciliazione. 14. Diritto al risarcimento
Ogni individuo ha il diritto di ricevere un sufficiente risarcimento in un tempo ragionevolmente breve
ogni qual volta abbia sofferto un danno fisico ovvero morale e psicologico causato da un trattamento di un
servizio sanitario.
I servizi sanitari devono garantire un risarcimento, qualunque sia la gravità del danno e la sua
causa (da un’attesa eccessiva a un caso di malpractice), anche quando la responsabilità ultima
non può essere determinata con assoluta certezza.