Secondo uno studio condotto da Lancaster attraverso l'Osservatorio Differently, su 700 donne dai 46 ai 59 anni il 71% dichiara di dedicare il tempo libero alla famiglia, il 67% allo shopping, il 66% ad attività culturali.
A prescindere dal fatto che va ricordato che c’è quasi sempre una discrepanza tra il vissuto ed il dichiarato, l’indagine comunque può offrire importanti spunti di osservazioni sullo spaccato sociale relativo alle attuali cinquantenni.
Ciò che emerge subito è la singolarità dell’alta percentuale di intervistate che dichiarano di privilegiare le attività culturali, soprattutto se si pensa che la percentuale dei diplomati e laureati di questa generazione è piuttosto bassa, per cui è possibile che la percentuale sia inferiore a quella dichiarata del 66%, che peraltro risulta molto vicina a quella relativa allo shopping, che è invece un’ attività notoriamente riconosciuta tra le più importanti e frequentate dalle donne.
E’ vero comunque che le attuali cinquantenni hanno tante possibilità di recepire informazioni e sollecitazioni anche di tipo culturale. La partecipazione stessa, per esempio, a viaggi organizzati, con pacchetti che includono anche visite guidate ai musei, è anch’essa una modalità per avvicinarsi alle opere d’arte, per non parlare poi delle iniziative di molti comuni che organizzano pomeriggi o serate teatrali. Indubbiamente non è necessario aver avuto un’educazione ad una “lettura” idonea dell’opera dell’artista per poter percepire da essa delle emozioni indimenticabili.
Colpisce anche lo scarso interesse che emerge dal sondaggio per la cura e l’attenzione al proprio corpo attraverso la frequentazione di palestre o di istituti di bellezza e ciò può apparire in controtendenza con il dichiarato e dilagante desiderio di mantenere la bellezza e procrastinare i segni della vecchiaia. Evidentemente la realtà sociale è diversa da quella che viene rappresentata come modello di riferimento da parte dei mass media e che probabilmente riguarda solo una minoranza della popolazione.
Così come colpisce l’assenza del ballo come attività privilegiata, visto l’aumento del numero di scuole di danza non solo per i più giovani, ma soprattutto per i cinquantenni, che sono in generale i più liberi da impegni familiari e lavorativi, soprattutto se si considera che una fascia del campione considerato ha potuto usufruire di pensionamenti anticipati.
Ciò che é importante constatare è il fatto che la famiglia rimane per le attuali cinquantenni il principale interesse, sia perché dimostra che la donna conserva ancora un ruolo di riferimento e di aggregazione per gli altri componenti, sia perché testimonia anche il grande valore che continua ad avere l’ambito familiare.