Il fatto che Alitalia rischi il fallimento è ormai assodato, rimane però da capire perché il governo pro tempore di Romano Prodi voglia a tutti i costi (s)vendere la compagnia di bandiera.
Air France ha trovato nel Governo italiano un alleato fedele, quasi inaspettato per la gente. La compagnia francese (s)valuta Alitalia solamente 138,5 milioni di euro, applicando il concambio di un titolo Air France per 160 di Alitalia e facendo riferimento alle quotazioni di venerdì 14 marzo. Il Ministro Padoa Schioppa si affretta a chiudere quanto prima l’operazione, parlando di “tempo quasi scaduto”. In pratica ogni azione Alitalia viene valutata 0,099 euro contro il prezzo di riferimento di venerdì 14 marzo pari a 0,54 euro.
L’Offerta Pubblica di Scambio proposta è palesemente fuori mercato e non compensa le minacce che l’operazione comporterà. Primo: taglio di 1.600 unità di personale mediante turn-over fisiologico e politiche di outplacement. Secondo: consegna di un asset strategico per il Paese ad uno dei principali competitor europei, la Francia, nel settore del turismo.
Ci si chiede poi perché in un periodo, peraltro di stagflazione, l’Italia abbia una pseudo-crescita economica inferiore alle altre Nazioni europee. Quello che manca è una visione globale del sistema Paese: Alitalia non è solo la compagnia di bandiera, ma anche e soprattutto l’accesso alla filiera economica dell’industria turismo, nevralgica per l’Italia.
L’aspetto a mio giudizio più grave è che l’attuale Governo italiano asseconda i francesi che hanno posto delle condizioni sospensive che devono verificarsi entro il 31 marzo, fra queste l’accordo con i sindacati.
In questo modo si impedisce di fatto l’entrata di nuovi offerenti, ma ciò è figlio della scelta di voler condurre una trattativa in esclusiva. Già su questo punto il Governo italiano aveva voluto perdere potere contrattuale a favore dei francesi. Pochi giorni fa Air One ha manifestato la volontà di effettuare una due diligence di tre settimane per proporre un’offerta ragionevole, ma a questo punto il Governo ed anche il Pd per voce di Veltroni hanno detto che non è più possibile perdere tempo e le eventuali cordate devono manifestare le offerte. In alte parole Air France dopo una due diligence della durata di tre mesi ha avuto dal Governo il via libera per fare la sua disofferta e, per contro, altri soggetti interessati se vogliono entrare nella trattativa, devono fare delle offerte a scatola chiusa. Da alcuni giorni, leggendo giornali e siti internet, si apprende tra l’altro che sarebbero possibili nuove offerte più convenienti da parte di imprenditori italiani. Ma ormai il Governo vuole chiudere la partita con le carte presenti sul tavolo: perderanno azionisti, lavoratori e si salveranno obbligazionisti e banche! Infatti Air France a seguito dell’acquisizione si accollerà il debito di Alitalia, in particolare al 31 gennaio 2008 l’indebitamento finanziario netto ammontava a 1,28 miliardi di euro.
Se il deal avverrà si potrà coniare la seguente nuova espressione: Offerta Palese di Svendita.